RECUPERO IVA SU FATTURE NON PAGATE

 

29 Novembre 2000

Con la circolare 77/E del 17 aprile 2000 sono stati forniti chiarimenti sull'opportunità concessa dalla legge 140/1997 di effettuare la variazione in diminuzione ai sensi dell'art. 261 del DPR633/72 una volta che la fattura emessa e registrata rimanga e il debitore sia assoggettato a procedure concorsuali esecutive (il rischio del mancato pagamento dell'imposta in tali casi si trasferisce dal cedente all'Erario).

PRESUPPOSTO
Condizione preliminare al riconoscimento della facoltà di variazione in diminuzione di imponibile e d'imposta, è che l'operazione sia stata fatturata e registrata (sono pertanto da escludere le operazioni non soggette a fatturazione quali quelle soggette ad emissione di ricevuta o scontrino fiscale).
Successivamente, si deve verificare il mancato pagamento della fattura stessa, a cui seguiranno o le procedure concorsuali o quelle esecutive per il recupero del credito.
Secondo l'interpretazione restrittiva della circolare 77/E, è necessario che sia la procedura concorsuale che quella esecutiva rimangano infruttuose affinché la mancata soddisfazione del credito si possa considerare giuridicamente certa2 .
L'infruttuosità si concretizza giuridicamente nel momento in cui viene constatata l'insussistenza delle somme destinate al soddisfacimento del credito.
Nelle procedure concorsuali tale istante coincide:
§ Nel fallimento, con la scadenza del termine per la formulazione di osservazioni al piano di riparto (10 giorni dal deposito in cancelleria del piano di riparto), ovvero se questo non ha luogo, con la scadenza del termine del reclamo al decreto di chiusura della procedura (15 giorni dalla fissazione della Corte di Appello);
§ Nella liquidazione coatta amministrativa, con la scadenza del termine per la proposizione di contestazioni da parte dei creditori al piano di riparto (20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale);
§ Nel concordato fallimentare, con la scadenza del termine per l'appello alla sentenza che omologa o respinge il concordato (15 giorni dall'affissione);
§ Nel concordato preventivo, con la scadenza del termine per l'appello alla sentenza di omologazione del concordato o di approvazione del piano di riparto (qualora nel concordato preventivo insorga fallimento).
Nelle procedure esecutive tale istante si ha qualora dalla distribuzione delle somme ricavate dalla vendita del bene "esecutato" il creditore non trovi soddisfacimento, ovvero quando sia stata accertata e documentata dagli organi della procedura esecutiva l'insussistenza di beni da assoggettare all'esecuzione (verbale di pignoramento negativo3)
A nostro parere la norma va interpretata letteralmente4 , per cui l'infruttuosità sussiste solo nel caso di procedure esecutive, non invece per quelle concorsuali, per le quali è sufficiente la mera esistenza della procedura stessa5 .
Pertanto, a nostro avviso esistono due regimi ben distinti relativamente alle variazioni dell'imponibile e dell'imposta: uno per le procedure concorsuali e uno per le procedure esecutive.
Per le prime è sufficiente l'apertura della procedura e non opera per esse il requisito dell'infruttuosità; per le seconde l'infruttuosità deve concretizzarsi giuridicamente.

PROCEDURA
Conseguita la certezza dell'infruttuosità della procedura esecutiva6 il creditore può dar luogo all'emissione della nota di accredito riguardante la variazione in diminuzione sia dell'imponibile che dell'imposta per la parte non riscossa ai sensi del secondo comma dell'art. 26 del DPR 633/72.
Nel momento che il creditore esercita tale facoltà, il debitore sarà obbligato ad annotare nella propria contabilità la nota di credito.
Qualora successivamente all'emissione della nota di accredito vi sia il recupero anche parziale del credito in precedenza insoddisfatto si dovrà provvedere ad effettuare, in relazione all'importo recuperato, una variazione in aumento rettificativa della diminuzione a suo tempo operata.
La variazione in diminuzione può operarsi senza limiti di tempo, in quanto non derivante da un sopravvenuto accordo tra le parti (è da ritenersi non applicabile alla nuova disposizione, ai fini della variazione, il limite temporale di un anno previsto dal citato art. 26 terzo comma, del DPR 633/72).
Tale nuova normativa è applicabile a tutte le procedure in corso e a quelle avviate a decorrere dal 2 marzo 1997 (data di entrata in vigore della legge n. 30 del 1997).

Per qualsiasi chiarimento rivolgersi alla dott.sa Francesca Cognigni


1- Art. 26 “Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione di cui agli artt. 23 e 24, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza alla dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose o in conseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene   o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell’art. 19 l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma dell’art. 25”.

2- Con l’eliminazione della parola “dell’avvio”, la condizione di infruttuosità, che prima sorreggeva le sole procedure esecutive, deve intendersi, ora, riferita anche alle procedure concorsuali: C.M. n. 77/E-28274.

3- Relativamente alle procedure esecutive individuali, si ritiene che la notifica del titolo, la formazione del precetto e la sua notificazione siano fuori del processo esecutivo vero e proprio, e ciò in conformità alla norma dell’art. 491 del C.P.C. secondo la quale l’espropriazione forzata si inizia con il pignoramento

4- Secondo l’interpretazione restrittiva per le procedure concorsuali si deve aspettare la chiusura del fallimento per poter emettere la nota di accredito, conseguentemente si impedirebbe all’Amministrazione Finanziaria di recuperare il proprio credito tramite la tardiva insinuazione. Il danno arrecato all’Erario risulterebbe evidente.

5- A ben vedere la soppressione del termine “avvio” non ha condotto ad una diversa collocazione del requisito dell’infruttuosità all’interno del comma 2 dell’art. 26. Esso si trova ancora alla fine del periodo e dopo il riferimento delle procedure esecutive (individuali), separato da quello delle procedure concorsuali tramite la particella disgiuntiva “o”. L’eliminazione del termine “avvio” è stata necessaria per precisare che tale rettifica può essere operata anche per le procedure concorsuali in atto alla data di entrata in vigore della legge n. 30/1997.